§     Quando, il secondo fine settimana di settembre, sono andato per la prima volta a Matera, era per intenti puramente fotografici. E’ stato perciò contro voglia che ho accettato di partecipare ad una visita guidata della parte storica della città senza aver prima dato un’occhiata in giro, data la mia convinzione che con una buona pianta della città e buone scarpe me la sarei potuta cavare alla grande.
Mi sono ricreduto subito e ringrazio chi di dovere per questo: Matera è una città straordinaria, mette alla prova il senso dell’orientamento come e più di un labirinto e, comico a dirsi, la mappa della città sembra aiutare a perdersi, più che a ritrovarsi.

Matera non è una città fatta per le planimetrie razionali, dove c’è chiaramente un Nord e un Sud, un livello edificato e un sottosuolo, separati da un ben definito piano di calpestio, Matera non è una città razionale. I quartieri dei due Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano, hanno una forma che forse meglio di tutti fu descritta da Carlo Levi come quella “con cui, a scuola, immaginavo l’inferno di Dante”.


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070908-0103-098       Vista della Gravina dai Sassi. Sulla destra, la facciata della chiesa di San Pietro Caveoso a picco sul dirupo.