|
§ Piovoso pomeriggio di settembre, vento e freddo, pare che l’autunno non voglia aspettare.
Mi trovo nella provincia di Caserta, percorro l’Appia con la mia Fiesta tre porte.
Ad un certo punto accosto al marciapiede e abbasso il finestrino.
Quello che vedo oltre la rete di un campo di rugby, presenza quasi surreale nello squallore della periferia che sto attraversando, è quello che cerco.
E quello che cerco è li da quasi duemila anni.
070904-0018 Inside view of the arena.
070904-0007 The anphitheatre from Spartaco St.
070904-0005 The simbolic front gate at the anphitheatre access.
§ DIAMO LE COORDINATE -
Mentre nell'VIII secolo a.C. i Greci fondavano Cuma sulla costa campana, a quaranta chilometri di distanza, nell'entroterra, già esisteva un primo nucleo di Capua.
Capua nel IV secolo a.C. era probabilmente la più grande città d'Italia. Per molti anni mantenne questo primato. Chiamata da Cicerone nel I secolo a.C. la altera Roma, la seconda Roma, Capua si dotò tra il I e II secolo d.C. di un’arena per ospitare i giochi: l’Anfiteatro.
Voluto da Nerva e poi Traiano, la struttura edificata raggiunse presto proporzioni seconde solo all'Anfiteatro Flavio di Roma: un colosso di pietra di 170 x 140 metri di lato, con una arena centrale di 72 x 46 metri.
La cavea, che ospitava 40.000 spettatori, era stata ripartita per poter accogliere i tre ordini sociali dell’epoca: il popolino, in alto, gli aristocratici al centro e infine i politici, i magistrati e gli alti ordini militari in basso.
La scuola dei gladiatori, situata nei pressi dell’anfiteatro, era tra le più conosciute dell’antichità. Tra i suoi cortili veniva tenuto Spartaco, che nel 73 a.C fuggì da Capua col suo manipolo di gladiatori per ribellarsi a Roma.
Dopo la caduta dell’Impero Romano la città venne saccheggiata dai Saraceni. Nei secoli successivi la popolazione capuana si ristabilì poco lontano, sulle rive del fiume Volturno.
L’antica città, con i suoi edifici e l’Anfiteatro, venne pian piano depredata.
§ OGGI - Quello che ci restituisce la storia è ben poca cosa in confronto allo splendore degli anni dell’Impero. Ma la mia visita ai resti mi da l’impressione che l’epoca della barbarie qui, tra Camorra, politica locale e gli onnipresenti rifiuti, sia nel suo momento migliore.
La struttura è sotto sequestro dal dicembre del 2005. E’ possibile visitare l’Anfiteatro secondo l’orario stabilito dal Ministero, e cioè in giorni lavorativi (lunedì chiuso), ma si tenga presente che l’interno è transennato e dunque non visitabile.
|
|
GoogleEarth: N41,086 E14,251
|
|